sabato 18 giugno 2011
COMUNICATO STAMPA SANITA’ FdS Lazio: “Per cittadini laziali liste d’attesa infinite”
sabato 11 giugno 2011
12 e 13 giugno, ogni voto può essere quello decisivo
Ci hanno provato in ogni modo (e ancora non desistono) a neutralizzare i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Il timore che attraverso la democrazia diretta si ponga un argine al mantra liberista di quest'epoca voracemente proprietaria e predatoria si è trasformato in vero e proprio panico dopo il clamoroso risultato delle elezioni amministrative. Il governo le ha tentate davvero tutte: prima con il rifiuto di accorpare il voto amministrativo con quello referendario, poi con l'occultamento della posta in gioco e l'oscuramento mediatico utili a favorire disinformazione e disinteresse, quindi con il varo di una legge truffa che mentre provava a scippare la consultazione sul nucleare nascondeva sotto il tappeto l'intenzione di rilanciarne l'opzione, una volta "passata la nottata".
venerdì 10 giugno 2011
4 SI’ contro i sigilli ACEA
Come testimoniato da un recente comunicato scritto da alcuni cittadini di Santa Marinella, ACEA-Ato 2 ha avuto la brillante idea di chiudere i rubinetti dell’acqua a decine di famiglie a ridosso del ponte del 2 giugno. Il risultato è stato che, per almeno 5 giorni, decine di condomini sono rimasti a secco di acqua, con la protezione civile impegnata nell’opera straordinaria di riempire i cassoni per permettere a quelle famiglie di potersi lavare e cucinare la pasta.
Posto che le tasse vadano pagate, pensiamo che non sia eticamente onesto gestire il servizio idrico mettendo i sigilli ai condomini senza nemmeno avvisarli.
L’episodio denota l’arroganza dei privati gestori, evidentemente sicuri di poter adoperare qualsiasi “contromisura” contro i “cattivi pagatori”. Ma, ci domandiamo, quanto si stia facendo contro chi non ha mai pagato e si è allacciato abusivamente alla condutture? quanto sta investendo ACEA sulle infrastrutture? Perché ACEA non rende pubblica la composizione chimica dell’acqua? sanno i cittadini che l’acqua che esce dai rubinetti dovrebbe essere più sicura di ogni acqua in bottiglia? Perché è stata chiesta la deroga sul livello di arsenico, se arsenico nell’acqua non c’era? Cosa fa ACEA sul fronte degli sprechi e della dispersione? Quanti giorni passano, prima che le riparazioni vengano effettuate, con perdite di acqua notevoli? Cosa si fa sul fronte del risparmio? Cosa si fa sul fronte della depurazione? I depuratori di S. Marinella funzionano a pieno regime, oppure ci dobbiamo aspettare il mare inquinato dell’estate scorsa per il cattivo funzionamento del depuratore di Prato del mare? Vogliamo poi, per concludere, parlare della poca trasparenza sulle bollette. Di quanto è rincarata l’acqua da quando siamo entrati in ACEA? è una stima difficile perche, per almeno due anni, i canoni si sono cumulati e le bollette sono state presentate tutte insieme.
Ricordiamo che il nostro ingresso in ACEA è avvenuto sotto la giunta Tidei in modo tutt’altro che trasparente. Una delibera di giunta generica su una serie di servizi da esternalizzare conteneva una riga (una riga!) in cui si citava il passaggio di S. Marinella in ATO 2. Tale importante decisione non è mai stata discussa in Consiglio comunale.
Il PRC di Santa Marinella da sempre ha una posizione molto critica sull’esternalizzazione di qualsiasi servizio, la quale si traduce in un accrescimento esponenziale delle spese, nel peggioramento del servizio e delle condizioni di lavoro dei dipendenti (precari) e nel radicamento del sistema clientelare delle assunzioni.
Rimaniamo oggi ancor di più dell’opinione che la miglior gestione del servizio idrico sia quella pubblica e ci batteremo affinché la gestione del servizio in futuro torni alla città.
E’ per questo motivo che chiediamo a tutti i cittadini di Santa Marinella di andare a votare domenica e lunedì prossimi – 12 e 13 giugno - e di mettere 4 SI’ per respingere l’obbligatorietà di privatizzare la gestione dell’acqua almeno al 40%, per fermare il nucleare ed impedire a Berlusconi di sottrarsi ai processi.
Circolo del PRC-FdS Benedetti Michelangeli di Santa Marinella
giovedì 2 giugno 2011
Domenica ricordiamo Fukushima: mai più nucleare!
Il Comitato Referendario contro il nucleare di Santa Marinella presenta Domenica 5 Giugno 2011, alle ore 21.00,
presso la Sala Flaminia Odescalchi di Santa Marinella (Via della Libertà, Chiesa di S. Giuseppe) lo spettacolo: Ricordando Fukushima Musica, immagini e parole per il referendum contro il nucleare.
Si tratta di un incontro-Spettacolo di solidarietà con le vittime della tragedia di Fukushima. Parteciperà il gruppo jazz E-Layes ed i cantanti Yukiko Kondo - Ciocca (soprano), Keiko Morikawa (soprano), accompagnati dal pianoforte di Yukari Nakayama. Stefania Massera, Raffaella D'Ovidio, Cristina Bomboi del gruppo di lettura -Associazione Le Voci, presenteranno brani letterari ispirati ai temi referendari su acqua e nucleare.
Germano Di Francesco, ingegnere nucleare, presenterà una breve relazione tecnica sulle ragioni del SI' al referendum sul nucleare. Il tutto sarà corredato da immagini e video su quanto accaduto intorno alle centrale giapponese.
L'ingresso è a sottoscrizione volontaria.
Partecipate numerosi!
Il comitato referendario cittadino contro il nucleare e in difesa dell'acqua pubblica
martedì 31 maggio 2011
Ora si può (e si deve) cambiare rotta
Che questa sia la sua chiara direzione ce lo dimostrano in primis, come sgargianti “galletti segnavento” i nuovi sindaci di Milano, Napoli e Cagliari, il loro inequivocabile profilo, la riconoscibilità della proposta di governo ed il carattere delle campagne elettorali che li hanno portati alla vittoria. Essi non nascono certo nei laboratori degli apprendisti stregoni del centro sinistra che da anni sfornano proposte indistinte e candidati sbiaditi, nell’inutile rincorsa di un presunto centro moderato. Democrazia, solidarietà, legalità, giustizia sociale, accoglienza, beni comuni, ecologia: sono queste le parole chiave, i contenuti riconoscibili, chiari, alla base del loro successo e del nostro successo. Potranno dire ciò che vogliono ma sono proprio questi i pezzi del nostro Dna, i contenuti del patrimonio genetico di una sinistra che si voleva “superata dalla storia” e quindi bistrattata, censurata ed esclusa dai luoghi della rappresentanza da un bipolarismo del “pensiero unico”.
Se la direzione di questo vento nuovo appare chiara a tutti, non si può ancora dire altrettanto del contesto politico e sociale e delle prospettive generali. Non è certo cambiata d’incanto questa Italia socialmente disgregata, culturalmente ed eticamente degradata da almeno due terribili decenni di liberismo incontrastato e di Berlusconismo. Così come è innegabile la varietà e la diversità dei molteplici fattori che hanno generato questa spinta. Hanno inciso certamente l’impresentabilità dei “mostri” oggi al comando, la loro disgregazione interna, la crisi dello stesso blocco sociale che li ha espressi.
Ma come non riconoscere che è fondamentale, dentro questo dato, il peso della collera della crescente povertà, di chi subisce l’ingiustizia dilagante, la privazione del lavoro e dei suoi diritti, la negazione di futuro e del presente stesso? C’è dentro l’indignazione per le discriminazioni ed i soprusi di ogni tipo, il saccheggio dei beni comuni, lo spreco e la distruzione delle risorse naturali e dell’ambiente. C’è la consapevolezza, anche di chi non è morso così forte dalla crisi, che questo modello di economia e di società debba necessariamente imboccare una vera alternativa.
E allora, se questo è il vento, non si tratta semplicemente di cambiare il timoniere, come già avvenuto infruttuosamente nel passato, ma di lavorare per invertire decisamente rotta! Altro che le ricette, riproposte proprio in questi giorni, da Emma Marcegaglia ad una platea plaudente, larga e trasversale! Proprio le medesime ricette velenose che ci hanno condotto in questa “macelleria sociale” e che sappiamo essere care da sempre a larga parte dello stesso fronte del centrosinistra che ha sostenuto in queste elezioni i nostri stessi candidati vittoriosi. Tagli alle tasse per le imprese ed alla spesa sociale, privatizzazioni e grandi infrastrutture.
No. Oggi è necessario più che mai il coraggio di un netto cambiamento, di dare avvio ad una vera “alternativa di società” che, in vista dell’imminente e inesorabile cacciata del sultano da palazzo Chigi, questi nuovi sindaci possono iniziare a far vivere nei loro rispettivi territori. Stoppando, per fare qualche esempio, grandi infrastrutture speculative, privatizzazioni, poli logistici, centri commerciali, inceneritori di rifiuti, inutili consumi di territorio. Puntando invece su una nuova economia basata sulla conoscenza, la sostenibilità, la qualità e soprattutto sulla giustizia e l’equità sociale. Un cambiamento che, per essere tale, faccia leva sul conflitto sociale e sulla partecipazione. Perché non basta e non funziona l’affidarsi a nuovi timonieri, magari esperti e illuminati. Bisogna farlo ricorrendo a un modo nuovo di “navigare”. Un modo basato appunto sulla socializzazione delle conoscenze e sulla più larga partecipazione.
Anche questo ci dicono i risultati di ieri, scaturiti non a caso da coinvolgenti percorsi partecipativi in cui, tanto Pisapia quanto De Magistris e Zedda, non sono apparsi come leader carismatici o nuovi messia ma quali garanti dell’unica vera pratica del cambiamento: quella democrazia che chiama in causa la società e la spinta innovatrice dei suoi conflitti.
Ma siccome, avrebbe detto Seneca, «non c’è buon vento per marinaio che non conosce la rotta», c’è una bussola pronta ad indicarla. Sono i referendum sull’acqua e il nucleare. La loro vittoria, che non possiamo mancare, può affermare l’indisponibilità dei beni comuni e la necessità di ricostruire attorno ad essi una comunità partecipante che se ne prende cura collettivamente con scienza e con coscienza, per garantirne i benefici per tutti e per ognuno. Che poi tradotto in due parole vuol dire: bene comune. Senza dimenticare il quesito sul legittimo impedimento per dare voce a quell’indignazione nei confronti dell’arroganza del potere che è componente essenziale dell’ondata di Milano e Napoli. C’è da ricostruire la res pubblica. L’esatto contrario del neoliberismo in salsa italiana, con i suoi insopportabili privilegi, le sue cricche corrotte, la sua prepotenza nel cancellare diritti, la sua volontà famelica di accaparrarsi i beni comuni.
Per chi come noi della Federazione della Sinistra, da posizioni minoritarie e scomode, da tempo indica e lavora in quella direzione si riaprono pertanto spazi politici ed ambizioni nuove. Nuove responsabilità di lavorare ad un’ampia ed unitaria sinistra d’alternativa, capace di progettare e praticare quella diversa rotta economica e sociale, opposta al berlusconismo ma anche alle sirene della Marcegaglia ed ai ricatti di Marchionne. Si offrono inedite opportunità di praticare questa rotta con una diversa idea partecipata di “navigazione” che il vento nuovo ci consente.
venerdì 27 maggio 2011
Gestione pubblica e accesso gratuito alla Perla del Tirreno
Rendere definitivamente pubblico il più bel tratto di litorale del territorio santamarinellese, restituendolo ai cittadini, potrebbe essere l’unico modo per far diventare lo stabilimento balneare “Perla del Tirreno” un volano per lo sviluppo economico e turistico di Santa Marinella. Dimezzare il costo del biglietto d’ingresso del 50%, come è stato deciso nell’ultimo Consiglio Comunale, costituisce una scelta parziale e poco significativa.
La proposta del capogruppo UDC Fronti, sulla gratuità dell’ingresso allo stabilimento più grande della passeggiata, è stata sostenuta da tutta la minoranza, presentando una mozione in Consiglio Comunale che prevedeva l’accesso libero e gratuito alla “Perla del Tirreno” e la gestione dell’affitto di ombrelloni e lettini affidato alla Multiservizi.
Questa crediamo che sia la strada da perseguire in futuro, e ci impegneremo per raggiungere questo importante traguardo.
Nel merito della scottante questione che riguarda la gara d’appalto per la gestione della spiaggia più ambita del litorale santamarinellese, si valuta positivamente che, per la prima volta, ad aggiudicarsi la gara sia stata una società – la AGF S.R.L.- i cui preposti risultino essere tutti giovani, anzi giovanissimi. La gestione degli ultimi 15 anni dello stabilimento comunale si è contraddistinta negativamente per la totale mancanza di migliorie e per l’abbandono al degrado delle infrastrutture (compromesse nell’agibilità da interventi maldestri); oltre che per una letterale “caccia” contro chi avesse osato varcare il confine dello stabilimento senza pagare il biglietto d’ingresso.
La società che oggi intende far ricorso al T.A.R. è quella che per 15 anni si è aggiudicata le gare d’appalto. La gestione della Perla è sempre stata ridotta ad una mera competizione economica, senza che il Comune esigesse mai un servizio od una miglioria dagli aggiudicatari. Almeno stavolta una società di giovani, versando nelle casse comunali un canone annuo di 166.000 euro, dichiara di apportare servizi, migliorie ed iniziative culturali, peraltro non richieste dal bando.
Auspichiamo che, in futuro, il Comune dimostri più coraggio e spirito di iniziativa per un vero rilancio turistico della nostra cittadina.
Giovani Comunisti della Federazione di Civitavecchia
venerdì 20 maggio 2011
La raccolta differenziata sta per partire?
Bene, lo abbiamo preso in parola e, visitando il sito del Comune, abbiamo scoperto un'area dedicata al "Porta a Porta".
Cliccandoci sopra appare una bella scritta rossa lampeggiante la quale, a caratteri cubitali, informa i cittadini visitatori che "Dal primo marzo 2011 la società GESAM srl svolgerà il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani (RSU)". Scorrendo la pagina si arriva alla parte informativa riguardante il "Servizo porta a porta"; scopriamo con gioia che lo stesso "avrà inizio il primo giugno per i Quartieri Fiori e Valdambrini. Seguiranno indicazioni dettagliate in merito a tempi e modalità di consegna delle nuove attrezzature e svolgimento del servizio".
Ora attendiamo con fiducia il 1° giugno nella consapevolezza che, fino ad oggi, nessuno dei cittadini interessati abbia ricevuto alcunchè o sia stato quantomeno avvisato.
A quanto ci risulta neanche gli operatori della GESAM (l'azienda che dal 1° marzo si occupa della raccolta dei rifiuti) ne sanno nulla!
Anzi questi ultimi lamentano già al secondo mese di lavoro un ritardo nel pagamento degli stipendi!
Quindi non possiamo fare altro che esortare questa Amministrazione ad imporre a GESAM il rispetto degli impegni presi con la cittadinanza e con i propri dipendenti.
Al Sindaco invece consigliamo di consultare almeno il sito del Comune per evitare di far figuracce di fronte la cittadinanza sul rispetto delle scadenze. L'importante è che lo faccia in tempo, perchè il primo giugno si avvicina!
Abbiamo lasciato AMA perchè disattendeva gli impegni contrattuali. Siamo passati a GESAM con un concorso tutt'altro che trasparente, sperando che questa facesse il suo dovere; ma se il buon giorno si vede dal mattino............
Circolo di Rifondazione Comunista-FdS "Benedetti Michelangeli"