sabato 11 luglio 2009

Ri.Rei, Peduzzi (Prc): "Siamo di fronte ad un nuovo consociativismo''

SANTA MARINELLA - "Sulla vicenda Ri.Rei siamo di fronte a un nuovo consociativismo che va da Sinistra e Libertà al Pdl per coprire gli interessi di Legacoop, Confcooperative e AGCILazio. In nome di accordi trasversali sono stati stracciati gli impegni presi solo pochi giorni fa dal vicepresidente Montino riguardo all'affidamento provvisorio dei servizi alle Asl per 60/90 giorni in attesa di soluzioni definitive." E' quanto dichiara in una nota il capogruppo del Prc alla Regione Lazio Ivano Peduzzi che aggiunge: "Meraviglia l'ostinazione con cui la Giunta regionale vuole lasciare la gestione dei servizi ex Anni Verdi al consorzio Ri.Rei. e sconcerta l'avviso pubblico, assolutamente fuori luogo, che le tre cooperative di riferimento, le più grandi a livello nazionale e locale, hanno indirizzato a Marrazzo dalle pagine di un noto quotidiano. E' bene ricordare - sottolinea Peduzzi - che Ri.Rei. ha avuto dalla Regione la gestione in blocco di personale, conoscenze e strutture, mentre di proprio ha messo solo la direzione amministrativa e una più che zoppicante gestione manageriale. Di fronte al rischio di perdere il controllo dei servizi e una 'fetta di mercato' sono state esercitate pressioni in tutte le direzioni facendo dimenticare ai politici della maggioranza i pessimi risultati della gestione del consorzio". "A causa del voltafaccia della Giunta regionale - dichiara Pio Congi di RdbCub - oggi insieme alle associazioni dei familiari dei disabili abbiamo occupato la sala Etruschi del Consiglio regionale. Non ci può essere trattativa libera e seria se si subiscono i ricatti delle cooperative che pretendono l'affidamento definitivo e tagli preventivi al personale". "Intanto l'occupazione andrà avanti - prosegue Angela Maria Contona dei familiari dei disabili - fino a quando Montino non ci spiegherà perché non può rispettare gli impegni presi con i sindacati e le associazioni al tavolo permanente".

da "Civonline"

giovedì 9 luglio 2009

Tutti a mare.... tutti al Porto!!!

Sabato pomeriggio ce ne andiamo a mare, al Porticciolo di Santa Marinella, anzi a quello che una volta era il nostro Porticciolo e che invece adesso è divenuto proprietà privata.
A sancirlo sono gli atti del concessionario, l'inazione della Regione che con mille scuse fa finta di non sapere che quel Porto è turistico e quindi di sua competenza.
Altro che porto militare come a Lorsignori conviene farci credere...
Sabato saremo al Porto, di pomeriggio, a cercare portaerei e sommergibili....
Venite anche voi
Intanto l'Amministrazione tace (e acconsente...)

Abbattiamo le sbarre!!!!

martedì 7 luglio 2009

Dopo le leggi razziali, che fare?

di Leonardo Masella

Vedo che a sinistra ed anche fra noi comunisti c'è ormai un difetto da combattere con grande determinazione: si denunciano le malefatte del governo, la drammaticità della crisi economica, la gravità di provvedimenti come questo del cd. "pacchetto sicurezza", l'inconsistenza e la subalternità ideologica del Pd, ma non c'è una sola proposta di azione, di iniziativa, di lotta contro questa deriva reazionaria. Continuamo a piangerci addosso, a lamentarci, a scandalizzarci, a mugugnare, a dire "quant'è brutto e cattivo" Berlusconi o il capitalismo, come se ce ne accorgessimo solo ora !

Cosi' sul dilagare del fenomeno del razzismo. Noi lo vediamo, ce ne lamentiamo, ci incavoliamo, denunciamo il parallelo con le leggi razziali del fascismo, ma vedo fare pochissimo di concreto per organizzare una resistenza, una lotta contro questa deriva reazionaria.
Perchè non organizziamo - innanzitutto con i coordinamenti della lista comunista ed anticapitalista, ma anche assieme all'Arci, alla Cgil e a tutte le associazioni antirazziste - una grande campagna contro il razzismo ? Io sono convinto che ci sarebbero tante persone, soprattutto giovani di sinistra, disponbili a fare militanza su una battaglia del genere. Ecco fra l'altro come trovare nuova militanza e nuovo slancio ideale per le nostre organizzazioni di base spesso vuote, stanche e demoralizzate. Fra l'altro si può collegare l'antirazzismo all'internazionalismo e all'antimperialismo (perchè gli immigrati vengono qui ?), che così non rimangono cose astratte e ideologiche. Se l'internazionalismo non lo pratichiamo a casa nostra (e magari siamo un po' razzistelli con gli immigrati), come si può pensare di essere internazionalisti fuori del nostro Paese ? E si può collegare l'antirazzismo ai diritti dei lavoratori. Più gli immigrati saranno deboli e ricattabili, più saranno utilizzati per abbassare il potere contrattuale dei lavoratori italiani e dell'intera classe lavoratrice.
Tuttavia, secondo me, non basta una campagna, che rischia di essere poi la solita propaganda, con la distribuzione dei soli volantini (che, intendiamoci, in mancanza di altro è meglio che niente). Noi dovremmo fare due cose: 1) trasformare alcuni dei nostri circoli nei quartieri e nei paesi (che non fanno più nulla e spesso sono chiusi) in sportelli di consulenza e di aiuto concreto agli immigrati (e non solo agli immigrati, ma per esempio anche ai lavoratori che perdono lavoro e casa), su cui coinvolgere i tanti studenti, laureandi e laureati in materie giuridiche, in collaborazione e in stretto contatto con gli uffici stranieri della Cgil; 2) organizzare delle vere e proprie "ronde antirazziste" in ogni quartiere e darne notizia alla stampa, gruppi di 5-6 compagne e compagni, che girano, segnalano e denunciano episodi di razzismo ed eventualmente intervengono attivamente contro le aggressioni fisiche (che da Roma in su stanno crescendo esponenzialmente e che questa linea politico-culturale del governo alimenta) o almeno a scopo dissuasivo.
Basta con le parole, con il parlarci addosso, con il lamento, la condotta dei comunisti è il combattimento.

domenica 5 luglio 2009

Viareggio, quale verità?

di Luigi Grimaldi

Ancora non si sono svolti i funerali delle vittime della "strage del Gpl" e già inizia un palleggio di responsabilità che potrebbe coinvolgere in maniera più o meno diretta il governo Berlusconi. E' accertato infatti che il carico esploso nella stazione versiliese era di proprietà dell'azienda di famiglia dei fratelli di Nicola Cosentino, deputato del Pdl e sottosegretario del Governo Berlusconi. Secondo Werner Mitteregger, il numero due della Gatx, la società Usa proprietaria del carro ferroviario che ha provocato la strage, il noleggiatore del vagone si limita all'affitto dei mezzi ferroviari gestiti poi dai clienti finali, che sono i responsabili delle sostanze trasportate e della gestione del mezzo. In pratica la responsabilità della sicurezza, una volta effettuati i collaudi periodici obbligatori, sarebbe dell'utilizzatore finale. Ora, poiché è accertato che il carico di Gpl che ha provocato il disastro di Viareggio era diretto all'Aversana Petroli di Casal di Principe (Caserta), a questa azienda dovrebbe essere ricondotta ogni responsabilità in merito al disastro.Non sono di questo avviso le Ferrovie dello Stato che, secondo quanto riportato dal settimanale L'Espresso , tendono a escludere responsabilità legali dell'acquirente del gas per gli incidenti provocati da guasti.
Una strana smentita che aggira il problema: non si chiarisce infatti se "l'acquirente del Gas" sia la stessa azienda che ha noleggiato il carro ferroviario della strage. Otto dei quattordici vagoni di Gpl del treno della morte erano diretti allo scalo di Gricignano d'Aversa, a pochi chilometri da Casal di Principe dove l'Aversana Petroli riceverebbe in media un carico a settimana. Si tratta della principale azienda della famiglia Cosentino: 80 milioni di euro di fatturato. Il coinvolgimento nella vicenda di un membro del governo impone alcune domande e solleva dubbi sulle "certezze" emerse con il moltiplicarsi di dichiarazioni ufficiali tendenti ad escludere ogni ipotesi di attentato e ad affermare che quanto accaduto era dovuto, nell'ordine: a un cedimento strutturale, alla ruggine, ad una fessura nell'asse del carro che avrebbe provocato il deragliamento, alla vecchiaia del materiale rotabile, a carenze nei controlli. Tutto in assenza di perizie tecniche con un qualche valore. Oggi pare accertato che il deragliamento sia stato effettivamente provocato da un malfunzionamento del materiale rotabile ma non vi sono certezze sulla causa del malfunzionamento del carro oggi al centro delle indagini. Vi sono poi nella vicenda alcuni elementi che apparentemente non quadrano con le spiegazioni ufficiali divulgate. Le immagini delle telecamere di sicurezza della stazione hanno mostrato due esplosioni che avrebbero preceduto quella che ha provocato la strage. Una situazione che, in presenza di una massiccia fuoriuscita di gas liquido, appare ad alcuni tecnici come incongruente con la dinamica del disastro. Una esplosione, per quanto più piccola di quella disastrosa, avrebbe dovuto infatti provocare l'incendio dei vapori generati dal gas liquido nella modalità definita dai tecnici "jet fire" o "pool fire" a seconda del tempo trascorso tra lo sversamento e l'incendio, evitando la deflagrazione che invece c'è stata. Il disastro si è compiuto con la terza deflagrazione che ha tutte le caratteristiche di una esplosione generata dalla formazione di una pozza di gas liquido trasformatasi nel giro di qualche minuto in una nube di vapori esplosivi poi innescati da una scintilla (Falsh fire o Uvce). Un caso incompatibile con la possibilità che le due piccole esplosioni che hanno preceduto il disastro siano state generate dal gas fuoriuscito dalla cisterna. Infine lasciano interdetti, come abbiamo riportato nei giorni scorsi, alcune testimonianze che riferiscono, nei primissimi momenti dopo il disastro, di un forte odore di "polvere da sparo". Qualcosa di assolutamente incompatibile con la combustione del Gpl.
Vi è assoluta necessità di chiarezza e trasparenza in questa vicenda non solo per la gravità del fatto, non solo perché il gas esploso a Viareggio era destinato all'azienda di famiglia di un membro del governo, ma anche perché sulla storia dei fratelli Cosentino, in merito a presunti rapporti con la camorra di Casal di Principe non sono mancate nel recente passato infuocate polemiche.
L'azienda destinataria del carico che ha provocato la strage ha infatti stentato ad ottenere il certificato antimafia indispensabile per partecipare ad appalti pubblici. I problemi sono relativi a parentele dei fratelli Cosentino: Giovanni, 64 anni, è sposato con la figlia del boss Costantino Diana. Mario, 43 anni, con Mirella Russo, sorella di Giuseppe, soprannominato "Peppe' u'Padrino" condannato all'ergastolo per associazione mafiosa ed omicidio.
Nel 1998 la Prefettura di Caserta aveva negato la certificazione antimafia e Aversa Petroli era ricorsa al Tar ed al Consiglio di Stato senza successo, dato che - dice la sentenza - i legami parentali "rappresentano elementi, univoci e non contestati, da cui ragionevolmente può dedursi che sussisteva il pericolo di infiltrazione mafiosa". Una situazione risoltasi quando il nuovo prefetto Maria Elena Stasi ha sollecitato il comitato per l'ordine e la sicurezza a rivedere la decisione. La Aversana Petroli ha così ottenuto la certificazione antimafia e alle ultime elezioni la Stasi è stata eletta alla Camera con il Pdl.
Ma gli annessi e connessi della vicenda non finiscono qui.
Nicola Casentino diventa consigliere comunale a Casal di Principe già nel 1978, poi consigliere nella provincia di Caserta nel 1980 e assessore provinciale nel 1983. Una bella carriera culminata con l'elezione a segretario regionale campano del vecchio Psdi.
Secondo il pentito Carmine Schiavone (processo Spartacus): «Alle elezioni dell'82 il clan Bidognetti appoggiò ‘O Mericano, Nicola Cosentino, che stava nel Psdi. Il Gruppo Bidognetti in parte votò Cosentino, in parte votò il nostro gruppo di candidati. Cosentino entrò nell'Amministrazione e per fare votare la giunta secondo nostre direttive, tutti i consiglieri vennero contattati a uno a uno da mio cugino Sandokan…E loro dovevano votare bene se no rischiavano di non tornare a casa».
Dopo la dissoluzione del Psdi per Tangentopoli, Cosentino è entrato in Forza Italia nel ‘94 e due anni più tardi è stato eletto deputato. Nel 2005 è stato nuovamente nominato, direttamente da Berlusconi, coordinatore regionale, questa volta di Forza Italia, mentre oggi è coordinatore regionale del Popolo delle Libertà. Il lato sconcertante di questa storia è che l'unico rapporto noto con la politica del padre di Noemi Letizia, Elio, passa attraverso la militanza proprio nel Psdi, vecchio partito social democratico campano, all'epoca dell'ascesa di Cosentino e dei fatti raccontati da Carmine Schiavone. Fa impressione notare come, in effetti, Berlusconi abbia sempre sostenuto di essersi intrattenuto al telefono con Letizia a proposito delle candidature del Pdl per le elezioni europee.
Fa impressione soprattutto perché a Napoli gli investigatori della Direzione Antimafia hanno cercato, e stanno ancora cercando, di verificare possibili collegamenti fra Elio Benedetto Letizia, il padre di Noemi, e il gruppo che a Casal di Principe ha visto per anni egemone il clan capitanato da Armando, Giovanni e Franco Letizia, gruppo di fuoco del boss Giuseppe Setola.
Insomma la comune militanza nel passato Psdi e nell'attuale Pdl potrebbe non essere l'unica via per incrociare le storie di Cosentino, Elio Letizia e Berlusconi. Per questo non bastano "autorevoli" smentite o dichiarazioni alla stampa per allontanare dubbi e sospetti sulla tragedia di Viareggio.

da Liberazione

giovedì 2 luglio 2009

I GIORNI CONTATI DI AMA E DEI SUOI SOSTENITORI

Il PRC di S. Marinella condivide ed appoggia la richiesta di dimissioni dell'Ass. Romitelli presentata dall'opposizione e l'assoluta necessità di arrivare al febbraio 2010, data della scadenza del contratto con AMA, con alternative per la raccolta dei rifiuti già avviate e con la messa in mora di AMA.

Nei Consigli comunali del 14 maggio 2009 e nell'ultimo del 24 giugno 2009, la maggioranza ha cercato di rispondere a due interrogazioni dell'opposizione per lei davvero imbarazzanti: il mancato avvio della raccolta differenziata e la lunga serie di inadempienze contrattuali imputabili ad AMA.

L'opposizione ha incalzato con domande precise e stringenti: perché la campagna informativa sulla differenziata non è iniziata a gennaio 2009 come promesso, dopo essere stata rinviata dall'estate all'autunno? Ha l'amministrazione intenzione di portare avanti il progetto? Che fine fanno i finanziamenti provinciali erogati allo scopo?

La risposta imbastita dall'assessore Romitelli è stata che, in base a calcoli più precisi e non analizzati in precedenza, i costi del porta a porta risultano insostenibili malgrado il finanziamento provinciale: raggiungere siti abitati periferici e prevedere isole ecologiche lungo l'articolato sviluppo di S. Marinella significherebbe gravare sui contribuenti di un altro 25% in più.

Le repliche a questa risposta non sono mancate: innanzitutto il 25% dei contribuenti non paga la TARSU, quindi recuperare l'evasione significherebbe reperire la somma necessaria; secondariamente il porta e porta è in grado di abbattere immediatamente l'indifferenziato di almeno il 20%, portando risparmi immediati alle tariffe che il Comune versa alla discarica di Cupinoro; ma l'obiezione più importante riguarda le ragioni per cui si è affidato ad AMA non solo la raccolta porta a porta ma anche la previsione dei suoi eventuali costi. L'AMA è, di fatto, il soggetto meno interessato al decollo della raccolta differenziata in quanto i suoi profitti aziendali sono direttamente proporzionali alla quantità di indifferenziato e alla costruzione di inceneritori.

Inoltre l'elenco delle inadempienze dell'AMA è fin troppo lungo: lavaggio e spazzatura delle strade, igienizzazione e sostituzione dei cassonetti danneggiati, garanzia di compattatori sufficienti ed efficienti, decespugliazione marciapiedi sono tutti servizi che il cittadino paga e di cui non usufruisce. I contribuenti pagano AMA per la spazzatura della neve e le miscele antighiaccio e i corsi di formazione ed informazione nelle scuole; peccato che nessuno di questi servizi sia mai stato erogato. I cittadini pagano AMA per il taglio dell'erba lungo le strade, ma è solo la Srl Multiservizi a provvedere. Eppure è stata proprio l'AMA il soggetto ritenuto idoneo per un nuovo delicatissimo incarico: la raccolta porta a porta.

La denuncia sulle inefficienze AMA ha davvero una lunga storia: il delegato Bufalini della giunta Tidei le aveva chiaramente elencate e aveva proposto alcune società alternative, più convenienti ed efficienti. Successivamente la delegata Lattanzi ha rinnovato la denuncia al Sindaco Bacheca, dimostrando come il disservizio di AMA abbia raggiunto livelli insostenibili. Essendo completamente rimasta inascoltata, la signora Lattanzi ha rassegnato le sue dimissioni. Ci sono volute non una ma ben due interrogazioni dell'opposizione per costringere il tecnico comunale Caraffa a presentare una relazione scritta, dove si ammette che, effettivamente, il Comune non monitora e non controlla, prendendo per buone le assicurazioni di AMA. Eppure abbiamo assistito in consiglio ad una inspiegabile difesa di AMA da parte dell'ass. Romitelli, che ha rinnegato persino la relazione del suo tecnico.

La città è sporca, i cassonetti sono insufficienti e maleodoranti, la campane del differenziato sempre stracolme e circondate da cumuli di sacchetti, le strade non sono spazzate né lavate e i cittadini vedono quel che la relazione del tecnico (dopo sette anni in cui AMA fa quello che crede indisturbata) finalmente ammette per la prima volta: l'AMA non subisce nessun controllo da parte del Comune. Ma se degli amministratori non riescono a mantenere una cittadina dalla vocazione turistica decorosa e presentabile, che cosa ci stanno a fare? Perché i cittadini dovrebbero continuare a pagare 3,8 milioni di euro l'anno per discarica e raccolta rifiuti solidi urbani? Come mai non si combatte efficacemente l'evasione fiscale?

L'inefficienza amministrativa, più volte da noi denunciata, su questo servizio basilare ha toccato davvero il fondo. Non si riesce a garantire l'ordinario e non si riuscirà a fare quel salto di qualità sulla differenziata che l'Europa ci richiede e che tutti i cittadini, di tutti le fedi politiche, vorrebbero.

Continuare su questo crinale è davvero ingiustificabile ed è incomprensibile la ragione per cui l'assessore Romitelli si senta in dovere di difendere AMA. I cittadini aspettano segnali chiari ed inequivocabili di una inversione di rotta, a partire dalle dimissione di Romitelli.



Il Circolo del PRC di S. Marinella "Benedetti Michelangeli"

venerdì 26 giugno 2009

Tutti a Formia.... e a spalar neve...

ASILO NIDO: questa amministrazione a causa della sua inettitudine ha perduto un finanziamento regionale di 250.000 euro per il funzionamento di un asilo comunale, di cui 175.000 già presi e da restituire!!!

AMA: chi era presente mercoledì al Consiglio Comunale ha potuto usufruire (GRATUITAMENTE) della fantastica performance dell'Ass. Romitelli che tentava invano di difendere l'AMA (per quali motivi? ...clientelari?) sconfessando il dirigente comunale addetto al controllo e sconfessando se stesso inventando balle di sana pianta e facilmente smentite dalla minoranza; a S.Marinella secondo il Romitelli ci sarebbero in azioni tre spazzatrici (ma il dirigente afferma nel rapporto che c'è n'è UNA ed è pure ROTTA!!!!); secondo l'Assessore ci sarebbero Compattatori nuovi di pacca mentre in giro per la nostra città se ne vedono un paio di cui uno adirittura targato ROMA ...... (con almeno 15 anni quindi)
Giustamente il Cons. Mucciola ha chiesto le dimissioni di Romitelli e del dirigente in questione, ma sembra che ancora stiano cercando di spiegare all'Assessore il significato della parola dimissioni...

Ma al peggio non c'è mai fine...
Sapete infatti per cosa paghiamo i circa 215 euri (una casa media) annuali di TARSU?

- SPAZZAMENTO NEVE E MISCELE ANTIGHIACCIO... quindi questo inverno quando sarete sepolti dalla neve rivolgetevi all'AMA!!!

- ATTIVITA' EDUCATIVA E FORMATIVA.... da svolgersi nel Comune di FORMIA (da qui il termine attività FORM(I)ATIVA)!!!!!!

Quindi questa estate ... tutti a Formia a spese dell'AMA.

mercoledì 24 giugno 2009

Reddito minimo garantito - info importanti

Nella seduta del 4 marzo 2009 il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la legge "Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito per disoccupati, inoccupati e precari" (legge regionale 20 marzo 2009, n.4, pubblicata sul BURL n.12 del 28 marzo 2009). Il provvedimento, primo in Italia ed avente carattere sperimentale, prevede l'erogazione di una somma di denaro non superiore a 7.000,00 euro l'anno (pari a circa 580 euro mensili), che i singoli comuni hanno la possibilità di integrare con la previsione di una serie di prestazioni indirette, volte a garantire la circolazione gratuita sui mezzi pubblici locali e la gratuità dei libri di testo scolastici, a favorire la fruizione di attività e servizi di carattere culturale, ricreativo o sportivo e a contribuire al pagamento delle forniture di pubblici servizi. Sempre gli enti locali, nell'ambito delle risorse disponibili, potranno prevedere l'erogazione di contributi per ridurre il canone di locazione.

Il regolamento attuativo della legge e la delibera sui criteri per la formazione delle graduatorie, varati il 29 maggio scorso, saranno pubblicati sul BURL il prossimo 27 giugno. Le beneficiarie ed i beneficiari che possono presentare la domanda di accesso alle prestazioni sono, per quest'anno, le disoccupate ed i disoccupati, tra i 30 ed i 44 anni, in possesso dei seguenti requisiti: residenza nella regione da almeno 24 mesi al momento della presentazione della domanda; iscrizione ai Centri per l'impiego; reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro. Sono attribuiti punteggi ulteriori per i carichi familiari, per i disabili, per i soggetti in emergenza abitativa e per i disoccupati di lungo periodo con oltre 24 mesi di iscrizione ai Centri per l'Impiego.

Per informazioni sulla legge regionale per il reddito minimo garantito per disoccupati, inoccupati e precari tra i 30 ed i 44 anni iscritti ai Centri per l'Impiego chiama il numero verde 800012283.


Scheda esplicativa della legge

Copertura finanziaria della legge:
  • 20 milioni di euro per il 2009
  • 20 milioni di euro per il biennio 2010-11
Per il 2009 la cifra è stata raddoppiata e nel mese di luglio, in fase di assestamento di bilancio, sarà possibile valutare la possibilità di un ulteriore stanziamento.

Le province e i comuni, nei limiti dei propri bilanci, possono contribuire al finanziamento del fondo per il reddito minimo garantito nell'ambito dei territori di loro competenza.

Beneficiari
  • soggetti del tutto privi di occupazione, siano essi inoccupati perché alla ricerca di prima occupazione, ovvero disoccupati.
  • lavoratori precariamente occupati, individuati in coloro che, utilizzati con qualsiasi tipologia contrattuale, non hanno comunque superato la soglia di reddito prevista per la cancellazione dalle liste di disoccupazione.
  • lavoratori temporaneamente privi di retribuzione, perché costretti da gravi motivi di salute e familiari a usufruire di periodi di aspettativa non retribuita.
Requisiti richiesti:
  • residenza nella regione da almeno 24 mesi al momento della presentazione della domanda.
  • iscrizione alle liste di collocamento dei Centri per l'Impiego.
  • reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell'anno precedente.
  • non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico.
  • i soggetti beneficiari saranno individuati ogni anno e soltanto questi potranno accedere al beneficio tramite una graduatoria.
Modalità di accesso alle prestazioni:
le domande dovranno essere inoltrate annualmente al Comune capofila del distretto sociosanitario a cui appartiene il Comune di residenza (i singoli municipi per il territorio di Roma) del soggetto interessato. Le domande pervenute saranno poi trasmesse ai Centri per l'Impiego competenti per territorio.

Sono previste sanzioni nel caso di dichiarazioni non veritiere, nonché la decadenza dalle prestazioni qualora il beneficiario venga assunto con un contratto di lavoro subordinato o a tempo determinato, ovvero nel caso in cui lo stesso svolga un'attività lavorativa di natura autonoma. Inoltre la decadenza è prevista nel caso in cui il beneficiario rifiuti una proposta di impiego offerta dal Centro per l'Impiego territorialmente competente, ma non nell'ipotesi di non congruità della proposta. Vale a dire: i benefici non decadono se il soggetto non accetta una proposta che non tiene conto del salario precedentemente percepito, della professionalità acquisita, della formazione ricevuta e delle competenze formali e informali certificate dal Centro per l'Impiego.

Di seguito si allega tutta la documentazione utile ad avere un panorama completo dell'iniziativa; all'interno di questa documentazione, è presente anche il "Regolamento" e il documento che fissa i criteri di valutazioe delle domande. Questi ultimi documenti saranno efficaci solo dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio (prevista per il 27 giugno). La presentazione delle domande è pertanto rimandata alla completa definizione di tutti gli atti formali che accompagnano il provvedimento.
ALLEGATI:

Tutti i documenti sono consultabili e scaricabili su: www.portalavoro.regione.lazio.it